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giovedì 16 febbraio 2012

Pensiero "L'armadio dei vestiti dimenticati" di Pulkkinen Riikka



Un abito segreto
Un nome avvolto dal silenzio
L'amore unico tra una madre e una figlia


Titolo: L'armadio dei vestiti dimenticati
Autore: Pulkkinen Riikka
Editore: Garzanti
Pagine: 312
Prezzo: 16,40euro

descrizione
La stanza è invasa dalla polvere e dalla luce. Sono passati anni, ma a casa di sua nonna Elsa non è cambiato nulla: la bambola, il cavallo a dondolo e poi il vecchio armadio. Ad Anna basta aprirlo per tornare di colpo bambina, quando insieme alla nonna giocava a vestirsi da grande. Gli abiti ci sono ancora tutti e Anna li riconosce: stoffe che sanno di festa, di ricordi e di risate. Eppure c’è un vestito che la giovane non ricorda: ha la gonna ampia e un nastro alto in vita. Ha uno stile molto diverso da quelli della nonna. Anna lo prova. Basta quel semplice gesto perché il suo mondo cambi per sempre. Quando sua nonna la vede con quell'abito, bella come non mai, capisce che è giunto il momento che ha fuggito per tutta la vita. Ora che le rimangono pochi giorni di vita, non può più mentire. Lo deve a sé stessa ma anche a sua nipote: deve dirle la verità. Deve confessare a chi appartiene quell'abito, deve pronunciare quel nome taciuto da anni, Eeva. Un nome che Anna non conosce. Il nome di una donna dimenticata nel silenzio, di cui non esistono nemmeno fotografie.
Un nome che affonda le radici in un segreto forse incomprensibile. Spetta ad Anna capirlo. Ma per farlo deve tornare indietro a un tempo antico, a una storia di perdono, di tradimento e di bugie. Ma soprattutto alla storia di un amore unico come quello che lega indissolubilmente una madre e una figlia, nel bene e nel male. Un amore in cui tutto, a volte, può essere perdonato.




L'AUTRICE


RIIKKA PULKKINEN è nata nel 1980 a Tampere, Finlandia. La passione per la scrittura l’ha accompagnata fin dalla più giovane età. Il suo romanzo di debutto, Raja, inedito in Italia, fu pubblicato quando era poco più che ventenne e fu accolto come uno dei migliori romanzi finlandesi dell’anno. È solo con L’armadio dei vestiti dimenticati che ha raggiunto il vero successo, scalando le classifiche dei bestseller in patria e diventando un’autrice nota e pubblicata in tutto il mondo.



Devo confessarvi che questo romanzo mi ha spiazzata, pensavo di trovarmi di fronte alla solita storia di passati travagliati e persone che non riescono a farsi una ragione di vita, ma che superano le avversità con baci e abbracci strappa lacrime, in fin dei conti quello che ho trovato leggendo questo romanzo è esattamente questo: il sentimento, ma c'è anche di più. L'autrice scava nel profondo dei suoi personaggi, allontanandosi anni luce da quelli che sono i classici cliché sull'amore, intesse i legami famigliari dando un'interpretazione della storia che a volte si scosta dalla realtà materiale per far ricadere il lettore in un mondo fatto d'arte e immaginazione.

Pulkkinen Riikka vuole farci capire principalmente qual'è lo sviluppo della sfera affettiva e sociale, sia delle interazioni che la persona ha con l'ambiente esterno, nel corso della sua vita, che degli aspetti affettivi di ogni singolo personaggio e le esperienze psichiche relative alla soggettività, che si connotano secondo il piacere o dispiacere di ogni singolo individuo, in base all'intensità e alle modalità di manifestazione. Insomma il punto fondamentale del racconto è la comprensione della propria vita interiore, di come affrontarla giorno dopo giorno però senza mai dimenticare il passato che ci ha portati a essere quello che siamo, a volte e difficile farci capire dagli altri, questo fa si che molti preferiscono non esternare completamente i propri sentimenti e a volte essi tendono a diventare un grosso masso che blocca il respiro e schiaccia il cuore. 

... "Le relazioni umane sono come boschi fitti. O forse le persone stesse sono boschi, nei quali si aprono molti sentieri, a ritmo serrato; sentieri destinati a restare ignoti a molti, che si manifestano per caso a coloro che si trovano a passare in quel momento." ....

Devo dire che, se lo scopo dell'autrice era farci capire le sensazioni di ogni singolo "individuo" (del racconto), farci riflettere sulla nostra esistenza e i nostri problemi ,c'è riuscita benissimo. Non nego il fatto che questo romanzo è riuscito a "trafiggere" il mio cuore.

L'amore è affrontato in modo originale, toccante e a volte crudele che ci lascia senza respiro perché il modo di narrare della Riikka è avvincente, sofisticato e intelligente. Le descrizioni e la passione per l'arte trapela pagina dopo pagina, questo è un'altro punto a favore del racconto, il mondo immaginario si interseca con la realtà di ogni singolo giorno trasformando il tutto in qualcosa di unico e magico allo stesso tempo. Il nonno di Anna, colei che si immergerà nel passato dei nonni grazie a un'abito appartenuto a una donna del loro passato, dipinge ciò che ricorda o ciò che immagina, facendo questo modifica costantemente la realtà ma, allo stesso tempo, è anche capace di cambiarla. Questi cambiamenti incideranno sulla vita e le personalità di tutta la famiglia, infatti la sua storia non si ferma al tempo moderno perché ci porta a conoscere tre generazioni distinte, gli amori diversi che si intrecciano negli anni e che possono essere più o meno passionali, istintivi o basati sulle singole esigenze, diciamo che i risvolti psicologici sono trattati con una scrittura matura, originale e a volte del tutto inconsueta tanto che al primo impatto il lettore non si sente parte del racconto che però vuole entrare con forza nella sua mente. Mano a mano che la storia procede è difficile abbandonare i singoli protagonisti che ne fanno parte anche perché il lettore non si affeziona a una singola figura, ma al nucleo che essi compongono, è la prima volta che mi trovo di fronte alla situazione di non saper scegliere qual'è il personaggio a cui mi sono affezionata di più,  perché se anche uno di essi mi fosse stato "antipatico" l'intero racconto si sarebbe sgretolato.
Che dire di più, nonostante la mia difficoltà a immedesimarmi (nella parte iniziale) è un racconto forte ma armonioso e dolce, senza troppi giri di parole o eccessivo sentimentalismo l'autrice è riuscita a farci cogliere ogni sfumatura di questo racconto. 

 



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