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mercoledì 9 novembre 2011

Il mio pensiero su "La stanza del male" di Eriksson Jerker e Sundquist Hakan A.






Non hai mai visto niente di simile
Eppure sai con certezza assoluta
Che non sarà l'ultima volta



Titolo: La stanza del male
Autori: Eriksson Jerker, Sundquist Hakan A.
Editore: Corbaccio
Collana: Narratori Corbaccio
Pagine: 462
Prezzo: 18,60 euro

Descrizione:
Ci sono luoghi bui e inesplorati della propria anima a cui è difficile, fortunatamente, avere accesso fino a quando il dolore supera il limite umanamente sopportabile e ci fa sfondare le porte del male. Si accede così a una stanza buia, la stanza dove ogni diavoleria è possibile. Con una scrittura sofisticata al servizio di un racconto crudele, i due autori svedesi ci raccontano una storia investigativa da brivido. Un cadavere mummificato viene ritrovato tra i cespugli di un quartiere degradato e abbandonato di Stoccolma. I resti del giovane brutalmente ucciso non sono del tutto nascosti, ma sembra quasi che vogliano essere rivelati e mostrati al mondo. Jeanette Kihlberg è l’ispettrice di polizia che deve affrontare e risolvere il caso. Tutto però sembra troppo complicato e troppo terrificante per essere affrontato da sola. Per capire quale mente malata abbia potuto concepire un tale omicidio, Jeanette capisce di dover chiedere aiuto. Nessuno sembra più adatto di Sofia Zettelund, una psichiatra della polizia investigativa, capace di disegnare profili dei più temibili serial killer e esperta nello studio di personalità multipla. Insieme indagano sull'omicidio e capiscono che questo sarà solo il primo di una lunga serie di omicidi. Scavare negli abissi della malattia e della perversione condurrà le due donne in un intrigato cammino nelle profondità dell’anima. Adorato dai lettori e dalla critica svedese, La stanza del male soffia e accende le paure più nascoste, riportandole alla luce. Nulla sembrerà più come prima dopo aver letto il libro di Jerker e Sundquist. 

Pagina dopo pagina la paura si impadronisce del lettore, lo stravolge, lo confonde e lo appassiona.


GLI AUTORI:


Jerker Eriksson è nato e cresciuto a Gävle. Prima di scoprire di essere un romanziere, per mantenersi è stato lavapiatti, macchinista teatrale, commesso in un negozio di dischi, magazziniere, ruspista, impiegato alle poste, guardiano, imballatore, produttore musicale, cameraman, organizzatore di tournée, bibliotecario in un carcere, capo bibliotecario.

Håkan Axlander Sundquist è nato a Linköping, cresciuto a Falun, Stoccolma e a Gävle, è stato assistente bibliotecario, condannato per renitenza alla leva, operaio in una fabbrica di birra, guardaboschi, distributore di giornali, magazziniere, tecnico del suono, imbianchino, muratore, falegname, macchinista teatrale, cameramen, webdesigner, editorialista, gallerista, musicista.capo bibliotecario.



Non è il classico libro da leggere e basta, è un libro che ti sconvolge, gli argomenti trattati sono cruenti e, scusatemi se lo dico a volte stomachevoli, non ti lasciano il tempo di adagiarti poiché queste pagine sono piene di orrore, l'argomento principalmente toccato dagli autori e la pedofilia ed è per questo che dico ai deboli di stomaco di evitare questo romanzo, anche se gli autori non descrivono nei minimi dettagli i soprusi, fidatevi che nulla è lasciato all'imaginzione, ma non voglio parlarvene troppo, perché ogni minimo dettaglio potrebbe rivelarvi un qualcosa e rovinarvi il finale.
Un linguaggio forte, coinciso e senza nessun pudore. Un racconto che non solo punta a trovare un colpevole materiale, ma anche una sorta di "colpevole" incorporale, fittizio o come si usa dire un fattore scatenante.

Non ci troviamo di fronte a una vera e propria protagonista perché il ruolo principale è stato creato per la consapevolezza del proprio essere e della propria realtà, la cognizione di Sé.
La stanza del male è un insieme delle varie realtà desideri, pensieri, idee, sentimenti, ecc. di cui ognuno di noi è conscio, gli avvenimenti che affrontano i vari personaggi sono vissuti come una sola cosa, alla base di tutto c'è un quesito: 


Si può essere cattivi se non si provano sensi di colpa,
oppure sono i sensi di colpa il presupposto del male? 

Questa è la domande a cui bisogna dar risposta leggendo questo romanzo, quando lo leggerete non dimenticatevi questo quesito perché sarà il punto essenziale dell'intera vicenda. Il lettore non riesce ad affezionarsi a nessun personaggio e preferisce dimenticarli tutti perché ognuno di loro in fondo all'anima cela delle cose a parer mio "orribili". La normalità viene continuamente messa in discussione e le cose fuori dal comune a volta diventano il "senso della vita", se gli autori puntavano a un romanzo tetro, crudo, psicologicamente instabile, irritabile e che creasse una specie di alterazioni dell'umore nell'animo del lettore, ci sono riusciti con grande maestria. 
Il modo in cui fanno interagire le varie figure passa dallo spaventoso, all'incredibile fino a diventare, per certi versi, rivoltante. Non allarmatevi, non stò dicendo che sia un difetto anzi, per il tipo di storia che hanno costruito ottenere questi sentimenti da parte di chi legge secondo me è una grande vittoria.
Il racconto è basato su piccoli particolari, intrecci di ogni tipo, sentimenti, accuse e perversioni, il caso principale è un rebus che stando attenti non dico sia semplice da capire, ma prestando attenzione ci si arriva, anche se gli autori fanno di tutto per disturbare l'attenzione del lettore  narrando le vite passate e i pensieri dei principali protagonisti (e non). 
Non sò perché ma alla fine della lettura nonostante i vari momenti di disgusto, come giusto che sia visto la continua messa in scena di rapporti sessuali su minori, il romanzo riesce a catturare tutta l'attenzione del lettore che se inizialmente è ferito psicologicamente e non molto partecipe al racconto, gradualmente non riesce più ad abbandonare la lettura, le varie figure cominciano a far uscire il loro vero io e anche se la storia di per se non è originale il modo in cui  è stata studiata e composta la rende qualcosa di "diverso" dal solito. 
Non dico che sia un romanzo eccezionale, anche perché come dicevo prima di storie di questo tipo se ne sono lette molte, ma  sicuramente da prendere in considerazione. Piccolo consiglio, prima di immergervi nella lettura preparatevi "psicologicamente" ad affrontare delle tematiche molto forti.

 

4 pensieri:

Erika ha detto...

Mi hai messo curiosità, ora non vedo l'ora di leggerlo=)

Beso grande Erika

Fine ha detto...

Quando lo leggi mi dici cosa ne pensi (sono curiosa) :) E aspetto impaziente anche di spere qualcosa su "Indesiderata" xD

Erika ha detto...

XD Sarà fatto :D

Anonimo ha detto...

io ho iniziato a leggerlo e mi stava anche piancendo molto, coinvolgente.. poi, per un errore di impaginazione, da pag 95 salta a pag 129...ed in un libro del genere non si possono saltare + di 30 pag... cosa mi consigliate di fare???grazie

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