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giovedì 25 agosto 2011

Recensione "Primavera in Borgogna" di Luca Terenzoni


Ciao a tutti, oggi  vi voglio parlare del romanzo di Luca Terenzoni che ringrazio tantissimo per avermi mandato la copia del suo libro.




Titolo: Primavera in Borgogna
Autore: Luca Terenzoni
Editore: Albatros
Pagine: 155
Prezzo: € 14,50

Descrizione
Francesco è un quarantenne che si è appena lasciato, a un passo dalle nozze. Una mattina di primavera, mentre passeggiando a San Gimignano cerca di riafferrare il senso della sua vita, incontra un signore francese con il quale entra subito in sintonia e che gli propone di lavorare per lui, presso la sua azienda vinicola in Borgogna. Quella per la Francia è una passione che Francesco ha sempre coltivato. Si trova quindi di fronte alla possibilità di realizzare veramente il sogno di una vita. Così lascia il suo lavoro e si trasferisce pieno di entusiasmo. Le sue aspettative sono subito appagate: il posto è splendido, la collega Ludivine affascinante, il lavoro interessante. Fino a quando, oltre i colori pastello di quel paesaggio così tipicamente francese, non cominceranno a emergere i segni di un passato inquietante che riguarda sia il suo datore di lavoro, sia la bella Ludivine, della quale si sta ormai innamorando. Una prova decisiva per Francesco che, in un crescendo di colpi di scena, riuscirà a portare luce nel passato della donna e nel suo presente.


L'autore
Luca Terenzoni è nato nel 1969 a Massa, dove attualmente risiede. Laureato in Economia e Commercio, lavora nel settore amministrativo di una società della Versilia, per la quale cura anche i contatti con l’estero. Primavera in Borgogna è il suo esordio letterario.





Inizialmente la storia era riuscita a catturarmi, ma poi andando avanti il mio interesse andava scemando, la prima parte del romanzo l'ho trovata monotona e ripetitiva, nelle prime ottanta pagine, molte volte viene menzionato il fatto che il signor Jean-Marc Robin conosciuto casualmente da Francesco,non sia esattamente la persona che lui si aspettava, questo viene accennato dall'autore in modo cadenzato e dopo un paio di volte per il lettore il racconto diventa pesante e insostenibile.


Il personaggio principale del racconto è Francesco, un uomo di quarant'anni con una vita stabile, una ragazza che ama, il lavoro che ha sempre desiderato e che gli da un sacco di soddisfazioni. 
Ben presto questo suo equilibrio verrà spezzato, pochi giorni prima del matrimonio Laura "abbandona" Francesco per un altro uomo, ed è proprio dopo questa delusione che lui decide di andare a trovar pace, in un luogo per lui rilassante, a "S.Gimignano" dove in un negozio di vini incontrerà il "famoso" Jean-Marc Robin, signore francese che possiede un azienda vinicola in Borgogna chiamata "Domaine Langain". Quest'ultimo propone a Francesco di andare a lavorare nella sua azienda in Borgogna, naturalmente Francesco accetta, dopo un'attenta riflessione e forse perché, l'uomo appena conosciuto, gli propone  un considerevole aumento di stipendio?
Sinceramente questo fatto mi ha dato ai nervi, cioè il "nostro" Francesco  ha un lavoro in Italia dove prende fior fior di quattrini, arriva un certo signor Robin (che neppure conosce)  e dopo una chiacchierata di quanto?.... un'ora o due, decide di farlo andare a lavorare in Francia nella sua azienda, ma cosa sconvolgente è il motivo per cui lo vuole e già, Francesco sa il francese, l'italiano e l'inglese, (come se in Francia non ci sono persone che sanno le tre lingue) logicamente per convincerlo gli offre il doppio di quello che prende in Italia, (se in Italia sono fior fior di quattrini non voglio immaginare quanti soldi prende in Francia), ma la cosa ancor più sconcertante è il fatto che viene menzionata la crisi del lavoro, ci può stare che un  francese voglia un italiano per lavorare in un'azienda vinicola, ma in momenti di crisi non credo che qualcuno assumerebbe personale da pagare caro, quando può averne di simile a meno soldi (almeno io la penserei così).
Arrivato in Borgogna conoscerà due donne: la moglie del signor Robin, Karine Langain, donna riservata e Ludivine Ledoyen, una sua collega, donna affascinante di cui Francesco si innamorerà a prima vista. Ecco un'altra cosa che mi ha fatto riflettere, il fatto che quest'uomo ispira molta fiducia agli altri, cioè la moglie del signor Robin riservata ecc ecc... decide di confidare  i suoi problemi proprio a lui (uno sconosciuto per la donna) fin da subito, poi una signora arrivata dall'America, mai sentita e mai vista, decide di spiattellare la sua storia d'amore, proprio a lui! Ma insomma, io non è che becco uno per strada, gli racconto i miei problemi personali e altre cose. Forse sono troppo dura e critica, ma i romanzi di vita reale, devono essere tali, logicamente qualcosa deve essere straordinario perché alla fine è un romanzo, ma c'è un limite a tutto. 
Dopo varie peripezie e tristezze finalmente, in Borgogna, la vita di Francesco ricomincia a soddisfarlo e tutto sembra procedere per il meglio anche se non per molto, perché un fatto di cronaca, già archiviato, coinvolge Ludivine e il signor Robin..
  
Il personaggio di Francesco, inizialmente, non mi diceva nulla e sinceramente mi dava parecchio fastidio (in tutti i sensi), ma nella seconda parte del romanzo, dove finalmente il racconto prende ritmo, il protagonista si sveglia e tira fuori un po' di grinta, insomma diventa più umano e vero, cosa che mi ha fatto ricredere e desiderare la sua felicità. 


Posso dirvi che se la prima parte del romanzo mi è risultata al quanto noiosa (a volte desideravo chiude il libro e rimetterlo in libreria)  la seconda mi ha spiazzata, sono rimata di sasso, la narrazione si è trasformata donando al lettore un romanzo movimentato e amabile. L'intero racconto si è ripreso, molto bene, per niente  scontato e benché anche nella seconda parte c'è la ripetizione di un aneddoto, in vari punti (come se l'autore avesse voluto allungare la storia, ma questa è una mia  sensazione), devo dire che è riuscito a stupirmi.
I personaggi sono descritti minuziosamente, a partire dal loro carattere fino ad arrivare alle sensazioni che provano e le loro storie passate, in modo doloroso.
Sicuramente il punto forte di questo romanzo è lo "stile" con cui l'autore ci propone le descrizioni dei paesaggi, riesce a rendere l'invisibile visibile,  passando da San Gimignano alla Borgogna,  illustrandoci il verde dei vigneti e dei campi con una tecnica semplice, ma incisiva ed è per questo che il lettore si sente immerso nel racconto.




Un libro che consiglio, riuscirà a stupirvi con un finale inaspettato, una storia originale e per niente scontata.







2 pensieri:

Luca Terenzoni ha detto...

Ringrazio moltissimo per la vostra accurata recensione e per leggere alcuni estratti da "Primavera in Borgogna" vi invito a visitare il blog del libro: www.primaverainborgogna.blogspot.com

Fine ha detto...

Grazie a te, per averci dato l'opportunità di leggerlo :)

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