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martedì 10 maggio 2011

Recensione "L'ultima lettera" di Sarah Blake





Tre donne diverse con storie diverse, colpite dalla brutalità della guerra e dall'impatto violento, anche se indiretto sulle loro vite.

Titolo: L'ultima lettera
Autore: Sarah Blake
Editore: Mondadori

Trama:
E' il 1940 e la Seconda guerra mondiale sta dilagando nell’Europa intera. Mentre le bombe cadono su Londra, una voce attraversa l’oceano: è quella di Frankie Bard, giovane e audace reporter americana, che rischiando in prima persona decide di raccontare il conflitto dalla sua postazione radiofonica, portandolo così nelle case dei suoi connazionali. Ad ascoltarla a Franklin, una cittadina sulla costa del Massachusetts, ci sono tra gli altri Iris e Emma. Iris è una donna sola un po’ eccentrica e sognatrice a capo dell’ufficio postale, che si dedica con estrema serietà e partecipazione al proprio lavoro. Si sente infatti in qualche modo responsabile e custode discreta dei destini altrui, convinta che nella corrispondenza si intreccino i fili delle vite delle persone. Emma, giovane sposa del medico condotto, invece non desidera altro che un futuro luminoso fatto di bambini e affetti familiari. Quando però suo marito, sconvolto per la morte di una paziente di cui si ritiene responsabile, decide di partire come volontario per lavorare in un ospedale di Londra, lei non può fare altro che attendere impotente giorno dopo giorno una sua lettera e il suo ritorno a casa. Sullo sfondo di un’Europa lacerata dalle persecuzioni naziste e martoriata dai bombardamenti, e di un’America ancora al sicuro dal dramma epocale che si sta compiendo dall’altra parte dell’oceano, in un mondo in cui le notizie viaggiano per posta, con il rischio di non giungere mai a destinazione, è proprio una lettera a segnare le vite delle tre donne, legandone indissolubilmente i destini.

Autore:
Sarah Blake è nata a New York City, è laureata a Yale in letteratura inglese e appassionata di letteratura vittoriana, Sarah è vissuta a Cape Cod e si è poi trasferita a Washington.
L'ultima lettera è il suo primo romanzo pubblicato in Italia , in America ha ricevuto un grande favore di pubblico.


L'ultima lettera è un romanzo straordinario e commovente, in cui l'autrice riflette con passione profonda sull'impatto violento che la guerra ha sulle persone anche su chi ne viene colpito solo indirettamente, e di come si riesca, oggi come allora, a convivere tra sgomento e assuefazione con le terribili cronache dei conflitti che imperversano ovunque nel mondo, mentre la nostra vita continua come se niente fosse”



Anno 1940/1941
Il destino e le storie di tre donne si intrecceranno grazie a una lettera....

Iris è una donna di mezza età singol. Lavora come responsabile all'ufficio postale di una piccola cittadina, non molto conosciuta, Frenklin in Massachusetts. E' un lavoro che le piace svolgere e che la soddisfa particolarmente. Si dedica a questa attività in maniera  professionale, con molta passione e serietà.

“Era il luogo in cui fili intrecciati delle vite di tante persone si dipanavano , e i toni ben distinti di ciascuna voce impressa su carta andava a colmare le distanze. Passando di mano in mano, i pensieri compivano il loro tragitto. E la mano che reggeva i fili era proprio la sua.”

Non è difficile per lei conoscere tutti gli abitanti del piccolo paese, poiché la gente per ritirare la posta o semplicemente verificare l'arrivo di una cartolina, una lettera o un pacco è costretto a passare tutti i giorni all'ufficio postale e controllare la propria cassetta, attaccata al muro.
Il destino di Iris si intreccerà con quello di Harry, il meccanico del paese, i due scopriranno di essere attratti uno dall'altra. Uno dei loro primi argomenti sarà riguardo al pennone situato sul tetto dell'ufficio, l'uomo è convinto che quel pennone verrà avvistato dagli U-Boot tedeschi e così arriverà anche da loro la guerra.

Emma è una ragazza di città,  dopo essersi sposata con Will, il medico del paese, si trasferisce con lui a Frenklin, il suo sogno è di essere accettata e apprezzata dagli abitanti, avere dei figli e un matrimonio felice.
Ben presto, la vita normale che la ragazza sognava sarà sconvolta dai sensi di colpa che tormentano il marito,  dopo la morte di Maggie, venuta a mancare durante il parto assistito da Will, decide di andare a Londra ad accudire i feriti di guerra. La paura  che affligge fin da piccola Emma è la solitudine,sempre rimasta sola senza nessuno accanto a lei, adesso questa fobia si fa di nuovo presente nella sua vita.
Dopo la partenza di Will si recherà tutti i giorni nell'ufficio postale, per ritirare le lettere che lui le manda per tranquilizzarla, finché un giorno la sua cassetta sarà vuota ...... ...... 

Frankie ragazza americana, reporter e spiker,  il suo obbiettivo è di divulgare tramite la sua voce, quello che succede durante la guerra, raccontando le paure della gente che vive quel momento.
Decide così di recarsi a Londra dove più di una volta rischierà la vita, tra bombe, rifugi e aerei, per portare avanti questo progetto sarà affiancata a Harriet una donna che voleva far conoscere a tutti le inguistizie contro gli ebrei, ma  i suoi articoli non venivano presi in considerazione e non raggiungevano mai la prima pagina.
Un brutto giorno, Harriet  muore. A quel punto Frankie,anche se sconvolta, non si lascia buttare giù e decide di portare avanti anche il progetto dell'amica, continuando a rischiare la sua vita giorno dopo giorno.

“I Tedeschi, di fatto, stavano rinchiudendo gli ebrei nei campi e nei ghetti, e semplicemente li lasciavano li a morire.”

Intraprenderà un lungo viaggio, dalla Francia, Berlino, Londra.... registrando, con un grammofano, le varie testimonianze dei passeggeri che incontrerà, il viaggio si interromperà proprio nella piccola cittadina di Frenklin.
Come mai la sua ultima tappa sarà proprio quella piccola città sconosciuta? E in che modo il destino delle tre donne si intreccerà?


Un romanzo che tocca le corde del cuore, coinvolgente, che commuove e fa riflettere, catapultando il lettore in un passato cruento e ricco di sentimenti contrastanti.
Studiato molto bene in ogni minimo particolare, il modo in cui la storie delle le tre donne si intrecciano ti rende partecipe e agitato fino alla fine.
L'argomento trattato è molto delicato, mi aspettavo un racconto con scene cruente, ma l'autrice è riuscita a rendere reale la narrazione anche limitando i momenti brutali, sensibilizzandoli attraverso i personaggi, che vivevano in modo diretto o indiretto le varie situazioni, trasmettono istanti di panico ma anche attimi di tranquillità.
Le descrizioni delle ambientazioni sono curate in maniera semplice ed efficace, trasmettendo al lettore l'orrore dei luoghi anche con un semplice oggetto.
Tutti i personaggi con i loro piccoli difetti, i pensieri, le abitudini di tutti i giorni e le loro paure, riescono a entrare nel cuore di chi legge il romanzo, poiché l'autrice è riuscita a raccontarli in maniera dettagliata, ma non nel loro aspetto esteriore bensì in quello interiore, rivelandone ogni minimo turbamento per renderli i degni protagonisti di questa storia.

Le vicende di Frankie sono, indubbiamente, quelle che mi hanno catturata e colpita maggiormente, mi piaceva la sua forza, il suo modo di affrontare le situazioni rischiando la vita, il voler continuare a tutti i costi la sua missione, e non solo, cercando di portarla al termine nonostante i momenti di disperazione e angoscia che viveva sulla sua pelle, in ogni singolo momento.
L'odore del gas, i colpi di pistola, le morti e le esplosioni delle bombe, per lei erano una costante nella vita di tutti i giorni. 
Guardando attraverso i suoi occhi, provi delle emozioni fortissime, ci sono momenti tristi in cui ti ritrovi a piangere e riflettere ponendoti molte domande. ...Perché molti bambini e persone sono morti così, senza nessuna colpa, e i sopravissuti si ritrovano in un mondo in guerra, e arrancano per la loro sopravvivenza, senza nessuna sicurezza?
Ormai è troppo tardi per farsi certe domande,anche se il senso di impotenza e amarezza resta nel cuore, perché tutto questo potrebbe accadere di nuovo.....
Solo una cosa non mi ha convinto del tutto, il finale . Mi aspettavo qualcosa di diverso, un legame molto più profondo tra le tre protagoniste, invece secondo me è stato trattato in modo non molto esauriente, lasciandomi un senso di vuoto e incompletezza ... anche se c'è stato questo piccolo "difetto" consiglio a tutti di leggere questo romanzo, non ve ne pentirete!!!







2 pensieri:

Carolina Venturini ha detto...

Pare molto interessante. Ho visto questo libro in libreria molte volte e ne sono rimasta stuzzicata. La tua recensione mi ha proprio dato una spinta in più verso questo romanzo.

Sogno ha detto...

Mi fa molto piacere!! XD

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