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giovedì 8 novembre 2012

Recensione "The game" di Michael Olson


Buon giorno a tutti, oggi parliamo del romanzo d'esordio di Michael Olson recentemente pubblicato dalla casa editrice timeCrime.

Titolo: The game
titolo originale: Strange Flesh
Autore: Michael Olson
Editore: timeCrime
Pagine: 576
Prezzo: 10,00€
traduzione di Federico Lopiparo

Descrizione:
Dieci anni fa la bellissima, multimilionaria Blythe Randall ha spezzato il cuore di James Pryce. Eppure, sembra che ora abbia disperatamente bisogno del suo aiuto. Pryce, un hacker in grado di rintracciare chiunque abbia fatto perdere le tracce di sé seguendo invisibili piste telematiche, si trova così coinvolto nell’incarico più difficile che gli sia mai stato assegnato: ritrovare Billy Randall, il fratello di Blythe, misteriosamente scomparso dopo aver inviato un video nel quale metteva in scena il proprio suicidio. Il solo indizio sulla sua posizione attuale è un luogo che non esiste: un nuovo, terrificante videogame che ha appena lanciato in rete, perché Billy Randall è sì un artista, un geniale inventore di mondi e virtuali, ma è anche un pazzo, un seguace di de Sade, forse un assassino. Una delle sue più strette collaboratrici è stata uccisa in modo atroce, il cranio perforato da un dispositivo medioevale; e potrebbe non essere la sua sola vittima, perché Randall potrebbe aver predisposto una fine altrettanto agghiacciante per ciascun giocatore che si è impigliato nella Rete...


L'AUTORE

Michael Olson si è laureato in ingegneria informatica ad Harvard, ha conseguito un dottorato di ricerca in Realtà Virtuale presso la University of Central Florida e un master in Tecnologia Interattiva presso la New York University, dove attualmente insegna Multiuser Media. The Game è il suo primo romanzo.



La copertina di questo libro mi ha attirata subito tanto è bella. 
Ho iniziato a leggere il libro avendo un’aspettativa molto alta, convinta com'ero che si trattasse di un thriller psicologico di quelli belli tosti. Ma già dopo le prime pagine mi son resa conto che mi sbagliavo. 
Il romanzo è sì un thriller, e la storia è davvero bella, ma per capirlo mi ci sono volute ben 300 pagine alquanto ostiche da leggere. Il tomo in effetti ha la bellezza di 572 pagine, cosa davvero inusuale ultimamente visto che la maggior parte dei libri che si trovano in commercio ha all'incirca 250/300 pagine.
L’inizio è decisamente d’impatto, adrenalinico, ma dopo il primo capitolo il phatos scende clamorosamente. Le spiegazioni che l’autore snocciola lungo la storia, relative a NOD il mondo virtuale creato dall'eccentrico Billy Randall sono fin troppo tecniche e di difficile assimilazione per la maggior parte dei lettori che non abbiamo almeno una buona infarinatura di informatica. 

Il sesso cibernetico fa la sua comparsa poco dopo l’inizio della storia e la fa da padrone dalla metà fino alla conclusione. Non parliamo di scene hot che finiscono per dare quel tocco eccitante alla storia, ma parliamo di sterili atti sessuali ripetuti meccanicamente, descritti in maniera fredda e distante. La nota sadica data alla storia, con i continui riferimenti alle atrocità descritte nel libro Le 120 giornate di Sodoma del conte De Sade danno un tocco macabro e a volte fin troppo violento alla narrazione. 
Per mia fortuna dalla metà in poi il libro riprende un po’ di slancio e la lettura risulta più scorrevole. 

C’è da dire che comunque l’autore non riesce mai a catturare l’attenzione del lettore fino in fondo, la sua scrittura è troppo infarcita di nozioni tecniche per coinvolgere totalmente chi si appresta ad aprire questo libro. 
I personaggi sono solo abbozzati ma mai descritti, si pensi che sono arrivata a capire che i gemelli Randall erano biondi solo verso la fine della lettura, cosa davvero insolita. L’autore ha dato molto spazio alla storia ma molto poco ai protagonisti. 
In definitiva un libro passabile, ma non ottimo come credevo.





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